Hot spot

Redazione Federica.eu
Notizie dallo staff

MOOC

Redazione Federica.eu
Notizie dallo staff

Presa rapida

L’Italia del 25 Aprile

Pubblicato il 25 Apr 2016 in Presa rapida

25-aprile-anniversario-744x445
Paolo MacryPaolo Macry, Professore ordinario di Storia Contemporanea

In uno di quei cassetti che esistono in ogni casa per contenere vecchie carte e vecchie foto, ho ritrovato una lettera di mio padre dell’autunno 1945. Indirizzata a un cugino in difficoltà. “Ti aspetto, lavoreremo insieme -diceva mio padre- e, se il dolore ci ha uniti, resteremo uniti anche domani”. E poi: “La ripresa sarà dura? Pazienza. Assuefatti a ben maggiori sacrifici, non disarmeremo alle prime difficoltà”. E infine: “Sul passato mettiamoci una pietra sopra”.

Chi scriveva non era un ragazzo, aveva 46 anni, apparteneva alla generazione del 1899.
Sicchè gli era capitato di andare in guerra (nella Grande Guerra, dopo Caporetto) e poi di
andare di nuovo in guerra (nella Seconda Guerra Mondiale) e ancora, all’indomani dell’8
settembre 1943, di essere catturato dai tedeschi, finendo in un campo di prigionia per
quasi due anni di gelo, fame e lavoro coatto.

Ma, tornato infine a casa dopo aver attraversato avventurosamente l’Europa da nord a
sud, Vittorio Macry mostrava una forza psicologica che mi lascia senza parole. Era pronto
a ricominciare daccapo. Sapeva che non sarebbe stato facile, ma voleva fortemente “la
ripresa“. Intendeva dimenticare il dolore.

Era, idealmente, lo specchio dell’Italia del 25 aprile 1945. Un paese molto sofferente e
molto ottimista, dove tutti, antifascisti e fascisti, militanti e “zona grigia”, apparivano protesi
al futuro. Formavano una comunità incredibilmente coesa, se si pensa all’asprezza della
lotta politica e alle sanguinose divisioni di un recentissimo passato. E davvero -uomini e
donne, ragazzi e anziani- sarebbero riusciti a costruire di lì a poco quel che chiamiano il
miracolo economico” degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.

Difficile non pensare all’oggi, alle giovani generazioni italiane del 2016, ai compiti che le
attendono. Con più di una speranza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *