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Fun: i MOOC francesi

23 marzo 2016

Evelina Bruno, Content manager e courses developer

In inglese Fun significa “divertimento” ed è anche su questo gioco di parole che France Universitè Numerique punta per la sua piattaforma MOOC Fun –dal motto “La libertà di formarsi”– che riunisce come partner 40 tra università ed enti di ricerca francofone in un’unica piattaforma, che eroga oltre 150 corsi.

Dagll’Istituto Pasteur alle Università Parigine, dall’Università di Bruxelles a quella di Ginevra, sono invece oltre 70 gli enti che hanno erogato anche un solo corso sulla piattaforma, mentre Le Cnam (Conservatorio di arti e mestieri) detiene il numero maggiore – circa 20 corsi. Oltre 150 MOOC sono erogati in francese, mentre solo 17 sono in inglese; 39 sono le discipline affrontate, di cui 41 i corsi di “problematiche sociali” e  70 quelli di “numeri, tecnologie e scienze”.

La piattaforma francese presenta fattori di novità rispetto a tutti gli altri competitors: è un GIP (gruppo d’interesse pubblico) che produce corsi ad accesso gratuito e dipende direttamente dal Ministero dell’Istruzione, che l’ha lanciata nell’ottobre 2013 per rafforzare il ruolo delle università francesi. E’ quindi un soggetto pubblico costituito da enti di ricerca pubblici e privati ed ospita anche MOOC corporativi e molto interessanti, come quelli relativi all’ “internet of things”, e ai Fablab, realizzati in collaborazione con Telecom e in pubblicazione a maggio.

Tutti i corsi hanno brevi trailer, un syllabus suddiviso in settimane di studio e ore di lavoro e un’equipe di docenti con relativa biografia. Gli attestati di frequenza sono finora gratuiti, anche se si stanno valutando altre strategie, più simili a quelle delle piattaforme americane, per riuscire a contenere gli alti costi della produzione MOOC. La direttrice di Fun Catherine Mongenet ha spiegato anche a Capri, durante la prima edizione dell’ International MOOC Conference organizzato da Federica Web Learning, che ci sono tre possibilità per rendere autosostenibili i MOOC: far pagare la certificazione dei corsi in una tariffa nell’ordine dei 50-60 euro, realizzare piccoli corsi (SPOC) per gli insegnanti o per le aziende.

Le strategie di sviluppo di Fun hanno preso in considerazione anche la rinuncia della chiave distintiva francese per accogliere la possibilità di creare una piattaforma unica europea per i MOOC. Tuttavia, l’offerta MOOC sta diventando distintiva per ogni Nazione, con gli Atenei Europei poco impegnati rispetto agli USA (solo il 3% degli Atenei europei ha un MOOC contro l’80% del panorama americano) ma con un’offerta nazionale piuttosto vivace che spazia da FutureLearn per la Gran Bretagna ad Iversity per la Germania, a cui sarà dedicato un approfondimento, sempre su questo blog, nei prossimi post.

 

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