Lifelong Learning

Diversità e multiculturalità in classe: come coinvolgere gli studenti in modo efficace

11 giugno 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

L’insegnamento è una professione impegnativa e complessa, su cui intervengono molteplici fattori e che deve adattarsi ai rapidi e costanti cambiamenti della società.
Negli ultimi anni, in particolare, è emersa l’esigenza – da parte degli allievi così come dei docenti – di adottare un approccio più inclusivo all’insegnamento, che tenga in considerazione la natura sempre più multiculturale e variegata delle classi e incoraggi un confronto positivo tra gli studenti.

Per coinvolgere efficacemente (tutti) gli studenti, è necessario che si instauri un rapporto di fiducia e comprensione reciproca, che può essere raggiunto mettendo in pratica alcuni consigli.

1. Imparare a conoscere la propria cultura
Tradizioni, valori, gesti, modi di dire: quando ci relazioniamo con qualcuno, seguiamo, senza neanche accorgercene, un codice di usanze e “leggi non scritte” che regolano naturalmente i nostri rapporti interpersonali.
Il primo passo per comprendere chi ha un background diverso dal nostro è, quindi, essere consapevoli di quanto il nostro modo di vedere il mondo e di rapportarci con gli altri dipenda da elementi variabili, radicati nella nostra cultura, ma che a un occhio esterno possono apparire incomprensibili.
Provate a capire l’origine di alcuni vostri atteggiamenti o modi di esprimervi e non date nulla per scontato!

2. Imparare a conoscere la cultura degli studenti
Il secondo passo è documentarsi sulla cultura dei vostri studenti, in modo da comprendere e interpretare correttamente le motivazioni che guidano i loro comportamenti e le loro reazioni.
Un elemento fondamentale può essere la lingua, ad esempio, che caratterizza i nostri processi mentali più di quanto immaginiamo, ma non è il solo: chiedete ai vostri studenti di raccontare le proprie abitudini o le usanze della propria famiglia e incoraggiateli a confrontarsi con i propri compagni di classe, evidenziando ciò che hanno in comune e cosa, invece, li contraddistingue.

3. Affrontare correttamente le discussioni
All’interno di una classe, soprattutto in contesti molto sfaccettati e variegati, le divergenze di opinione sono assolutamente nella norma, e non dovete preoccuparvi se i toni si fanno accesi.
L’importante, in questi casi, è gestire la discussione in modo aperto, dando a tutti la possibilità di esprimere e argomentare la propria posizione.
Un confronto costruttivo insegnerà ai vostri studenti a rispettare le opinioni altrui – anche quando non le condividono – e a gestire e risolvere i conflitti più consapevolmente.

4. Coinvolgere le famiglie
Collaborare con le famiglie è fondamentale per garantire una completa e reale integrazione degli studenti: l’educazione parte sempre all’interno delle mura domestiche, per questo è importante che il senso di appartenenza ad una stessa comunità venga non solo trasmesso ai ragazzi del gruppo classe, ma sia anche condiviso dalle persone con cui si relazionano ogni giorno.
Se possibile, organizzate degli incontri rivolti a genitori e parenti: un corso di musica, un club del libro o anche un semplice aperitivo linguistico possono rivelarsi un’ottima occasione di scambio culturale!

3 consigli per ricominciare a studiare: diventa il tuo self-coach

18 settembre 2018

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Tornare sui libri dopo la pausa estiva è sempre dura… chi non vorrebbe rendere tutto più semplice?
Sempre più spesso sentiamo parlare del fenomeno “coaching”. Per gli appassionati di sport risulterà più immediato coglierne il significato: il verbo “to coach” sta per allenare, preparare. Oggi il termine racchiude uno straordinario potenziale: il miglioramento della vita privata e professionale delle persone. A chi non piacerebbe avere un “coach” personale che, ogni giorno, ci motiva e sprona a studiare? E perché non essere proprio i coach di noi stessi?
Ecco alcuni consigli per rimettersi sui libri con il
self-coaching:

1. “Si faccia una domanda e si dia una risposta”
Molti esperti di Life Coaching ritengono sia necessario concentrarsi innanzitutto sull’“area di minore soddisfazione”, l’aspetto della nostra attività, in questo caso lo studio, che meno ci rende appagati così da poterlo migliorare. Una volta trovate dentro noi stessi le aree da potenziare, bisogna capire quali risultati vogliamo ottenere. E qui arriva Marzullo: porsi delle domande è fondamentale per analizzare la situazione. “Cosa realmente desidero?” ’‘Come organizzerò il mio lavoro?” “L’ambiente in cui lavoro è ottimale?” “Aiuterebbe conciliare lo studio con lo sport?” “Meglio studiare soli o in gruppo?”.

2. Preparare un piano d’azione
Rispondere alle domande significa tracciare una mappa dentro cui muoversi. É importante però fissare degli obiettivi possibili: niente doppi salti mortali carpiati o rischiate di mandare all’aria tutto! Un supporto concreto per valutare i propri risultati è la lista di cose da fare mensilmente: fissare obiettivi a breve termine, depennare le cose già fatte e “celebrare” i piccoli traguardi raggiunti mantiene alta la motivazione.

3. Non solo studio
Riprendere gli studi dopo una lunga pausa e mettere i risultati accademici al primo posto non vuol dire però dedicarsi 24 ore ai libri e alla vita da biblioteca. Per rendere le ore di studio più efficaci anche le pause e le ore di svago sono importantissime: perché non dedicare un po’ di tempo a settimana allo sport? Vi aiuterà anche a ristabilire una routine sicuramente persa durante le vacanze estive. Molto utile è anche studiare in compagnia: oltre a rendere il tutto più divertente, è bene confrontarsi con i propri compagni di corso per consigli e appunti.

Quali sono i vostri metodi per ricominciare a studiare dopo le vacanze?
Consiglio extra: ripassate e approfondite le materie di studio con i nostri MOOC!

5 consigli per studiare d’estate

10 luglio 2018

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Con l’arrivo del caldo, dell’afa e delle belle giornate, la voglia di mettersi sui libri diminuisce inesorabilmente. Si preparano gli esami con la costante impressione di non riuscire a finire quella pila di schemi, appunti e nozioni che, nonostante le alte temperature, non si scioglieranno mai e che di certo non entreranno in testa per osmosi! A tutto questo si aggiungono i vostri amici con i loro reportage fotografici minuto per minuto di vacanze e feste.
E se studiare d’estate può essere molto stressante, a volte è anche proprio necessario: le sessioni estive durano fino alla fine di luglio e a settembre si riparte presto con i nuovi appelli.
E se vi dicessimo che trascorrere molto tempo sui libri durante la bella stagione non vuol dire per forza rinunciare al mare e agli amici? Bisogna solo trovare la chiave per conciliare un po’ di relax e lo studio “matto e disperatissimo”.

Ecco 5 dritte per studiare durante la stagione estiva:

1) Organizzare il materiale

L’organizzazione è l’unico modo per sopravvivere alla sessione estiva. Creare una vera e propria tabella di marcia è molto utile per gestire al meglio il proprio tempo a disposizione. Un esempio? Decidete un numero di pagine o di argomenti da studiare ogni giorno e cercate di rispettare il più possibile la “schedule”.

2) Premiarsi al raggiungimento di un obiettivo

Riuscire a capire e a fare mente locale di quanti libri, pagine e argomenti bisogna studiare, vi aiuterà a pianificare anche i momenti di relax e a concedervi qualche giorno di mare. Per esempio, potreste decidere di stare sui libri dal lunedì al venerdì e dedicarvi allo svago nel weekend, oppure di premiarvi con una pausa o un gelato dopo aver ripetuto ad alta voce un argomento.

3) Trovare un posto fresco e tranquillo

Cercate la stanza più fresca di casa, accendete il condizionatore o il ventilatore, andate in biblioteca: fate di tutto per evitare il caldo e l’umidità che potrebbero darvi alla testa. Per studiare bene c’è bisogno di tranquillità e silenzio e, durante la stagione estiva, anche di un ambiente fresco e non claustrofobico: trovatelo e tenetevelo stretto!

4) Mangiare nel modo giusto

Il cibo può essere un ottimo alleato nelle giornate di studio più intense. D’estate è sempre meglio evitare cibi pesanti che possono provocare sonnolenza e calo dell’attenzione. Nella vostra dieta non devono mancare sali minerali e vitamine nutrienti per la memoria come il magnesio presente in zucchine, banane e pollo, o come lo zinco, che abbonda in cereali e legumi; broccoli, cetrioli, cereali e pesce vi riforniranno di Selenio. Anche il cioccolato fondente può trasformarsi in un vostro alleato: aumenta l’afflusso di sangue al cervello, vi mantiene vigili e pronti a ricevere nuove informazioni.

5) Spegnere lo smartphone

Notifiche, e-mail, messaggi, telefonate sono le peggiori nemiche della concentrazione. “Leggo solo questo messaggio” e poi vi ritrovate in rete a cercare le ragioni per cui i pinguini non possono volare (e non state studiando zoologia!). Provate a studiare per 3 ore consecutive e fare piccole pause di 10 minuti in cui vi concedete del tempo da trascorrere sullo smartphone: scoprirete che non c’è nulla di grave nell’essere irraggiungibili per qualche ora.

Quali sono i vostri suggerimenti per studiare d’estate?

P.S. Federica Weblearning non va in vacanza: i nostri MOOC sono sempre disponibili online.

Lifelong Learning: 3 motivi per cui non puoi farne a meno

5 giugno 2018

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

“Non si finisce mai di imparare” è un modo di dire che grazie al Lifelong Learning (LLL) sta divendando una filosofia di vita: sempre più spesso si sente parlare dell’apprendimento permanente, un nuovo modo di intendere la formazione che non si esaurisce una volta concluso il tradizionale ciclo di studi. Si presenta come un nuovo approccio da adottare che, grazie allo studio costante e continuo, mantiene la mente sempre allenata e pronta ad accettare nuove sfide.
Quali sono i principali vantaggi del Lifelong Learning? Ne abbiamo individuati almeno 3.

1. Fa bene alla carriera

Continuare a studiare diventa una strategia di sopravvivenza nel mondo del lavoro. I professionisti più competenti e aggiornati portano valore aggiunto alle aziende: è per questo che molti datori di lavoro investono nella formazione continua dei propri dipendenti. Lo conferma anche la rivista The Economist, “al giorno d’oggi la robotica e l’intelligenza artificiale richiedono un’altra rivoluzione educativa. La vita professionale è sottoposta a cambiamenti talmente veloci e duraturi che non è sufficiente studiare di più a scuola all’inizio. Occorre essere in grado di acquisire nuove capacità nel corso dell’intera carriera”.

2. Rende felici

I vantaggi della formazione continua non riguardano solo la produttività e il potenziamento delle skill. Secondo il magazine Psychologies imparare cose nuove ci rende felici: gli esseri umani hanno un desiderio naturale di conoscenza, l’apprendimento aiuta a costruire la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Inoltre, il Lifelong Learning combatte la pigrizia e mantiene impegnati, permettendoci di scoprire nuovi interessi e passioni.

3. Favorisce le relazioni

Il processo di apprendimento è sempre stato altamente sociale: impariamo grazie agli insegnanti, ai nostri genitori, agli amici e ai colleghi. Il LLL è un’ottima opportunità per far crescere il nostro network: frequentare un corso ci mette in contatto con persone dai nostri stessi interessi che potrebbero essere la chiave per trovare un nuovo lavoro o semplicemente amicizie e potenziali colleghi.

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