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La domanda più frequente delle aziende: “Perché vuoi lavorare per noi?”

4 giugno 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Se siete alla ricerca di un nuovo impiego, durante i colloqui vi sembrerà di dover rispondere sempre alle stesse domande. L’intervista conoscitiva è uno dei primissimi step della selezione: il recruiter vorrà approfondire le esperienze lette nel CV e allo stesso tempo farsi un’idea della vostra personalità grazie ad alcuni quesiti studiati appositamente per lo scopo, ormai diventati dei veri e propri classici. Tra tutti, uno dei più difficili è proprio “Perché vuoi lavorare per noi?”, poiché non è sempre facile indovinare quello che i selezionatori si aspettano di sentire.

Ecco 4 consigli per rispondere al meglio:

1. Studiate l’azienda

Visto che conoscete già una delle domande più difficili e diffuse, non vi resta che studiare la risposta. Per farlo, dovrete per forza di cose fare ricerche sull’azienda e capire cosa fanno e chi sono esattamente. Leggendo in maniera accurata le informazioni sul sito internet potrete addirittura incuriosirvi ed essere voi stessi a chiedere qualcosa ai selezionatori. Ovviamente nessuno vuole sentirsi dire “Voglio lavorare qui perché mi pagherete di più” o perché “ho bisogno di soldi”.

2. Fate leva sui valori

È importante dimostrare di conoscere almeno un po’ i vostri potenziali datori di lavoro e i loro punti di forza. La filosofia aziendale vi sarà di grande aiuto per rispondere alla domanda: se sul sito avete letto che l’impresa in questione è molto attenta all’ambiente o che s’impegna al massimo per soddisfare i propri clienti, avete già il gancio per una soluzione che fa leva sui valori di chi vi trovate di fronte.

3. Cosa potete fare per loro?

Spesso la domanda viene declinata in “perché dovremmo scegliere proprio lei?” oppure “perché è adatto per questa posizione?”. Se sentite che la descrizione della posizione “vi calza a pennello”, non abbiate paura di rispondere che è esattamente quello che già fate nel vostro impiego attuale. In questa fase i selezionatori vogliono capire quale potrebbe essere il vostro contributo all’interno del team, quindi fate in modo di presentarvi al meglio ed eventualmente provate a dare anche qualche suggerimento.

4. Parlate col cuore

È vero, non vi abbiamo detto come rispondere esattamente alla domanda “Perché vuoi lavorare per noi?” e c’è una ragione: durante i colloqui bisogna essere sinceri e non esistono soluzioni pre-confezionate. Anche i recruiter sono in grado di capire quando parliamo per frasi fatte, per questo è sempre meglio mostrarci per quello che siamo, mentire serve a ben poco.

3 consigli per capire quale direzione prendere nella vita

16 aprile 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono da sempre le domande esistenziali a cui le persone trovano difficilmente risposta. Se avete le idee piuttosto chiare sul vostro futuro, siete davvero fortunati! I sogni sono molto preziosi, ma ancora di più lo sono gli obiettivi: ci coinvolgono, ci appassionano e ci aiutano a diventare la persona che desideriamo essere. Non tutti – o meglio, quasi nessuno – sanno quale direzione prendere nella propria vita e da quale parte iniziare per imboccare la strada giusta. Ecco alcuni consigli utili per capire in che direzione state andando.

1. Chiedetevi cos’è davvero importante per voi
Ponetevi questa domanda e rispondete istintivamente. È la famiglia? È ottenere una promozione o piuttosto avviare un’attività in proprio? Ciò che valutate più importante è viaggiare ed essere liberi o semplicemente essere in salute? Qualunque cosa sia, siate onesti, scrivetelo e concentratevi su quella cosa. Le vostre risposte alla domanda vi forniranno alcune informazioni su come volete che la vostra storia continui.

2. Domandatevi cosa vi piace (e cosa no) della vostra attuale situazione
Per scoprire dove volete andare, pensate a dove vi trovate attualmente e a cosa vi piace. Il vostro lavoro, per esempio: vi provoca stress? A causa di quali elementi? C’è equilibrio tra la vostra vita privata e quella lavorativa? Scrivete gli aspetti dalla vostra situazione attuale che volete mantenere e quelli invece che vorreste cambiare. Vi aiuterà a capire i prossimi passi da fare.

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3 buoni motivi per aggiungere i corsi online nel CV

2 aprile 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

È ormai nota l’importanza del lifelong learning: il momento in cui si impara e si acquisiscono nuove competenze non è più solo quello in cui si va a scuola e all’università e sempre più datori di lavoro sono interessati a candidati in grado di offrire competenze specifiche, indipendentemente da come e dove le hanno acquisite. I corsi online rappresentano quindi un’ottima risorsa per avere una formazione di base o approfondire gli argomenti che ci interessano e che possono darci una “marcia in più” nella nostra ricerca di un lavoro. In che modo seguire un corso e ottenere una certificazione possono davvero fare la differenza?

Ecco a voi i tre vantaggi:

1. Farsi notare

I MOOC (Massive Open Online Courses) stanno diventando sempre più comuni, ma da molti sono ancora percepiti come qualcosa d’innovativo e interessante. Per questa ragione, potrebbero incuriosire il vostro potenziale datore di lavoro e spingerlo ad approfondire e fissare un colloquio. A quel punto, tocca a voi! Spiegate perché avete scelto di seguire quel corso, quali nuove skill avete appreso e in che modo avete intenzione di impiegarle concretamente nel contesto lavorativo.

2. Mostrare personalità e determinazione

Non tutti sono disposti a dedicare il proprio tempo libero a seguire un corso per migliorare la propria formazione: mostrare quanto sia importante per voi apprendere e approfondire nuove skill può contribuire a mettervi subito in buona luce. Il datore di lavoro capirà che siete sinceramente interessati a ottenere quella posizione e che siete determinati a dare il meglio di voi. Inoltre, aver frequentato un corso online è anche un’ottima dimostrazione della vostra passione per il settore e del vostro spirito d’iniziativa.

3. Essere più sicuri di sé

Inserire nel CV le competenze che avete acquisito tramite corsi online non ha un effetto positivo solo sul vostro interlocutore, ma anche su di voi.Vedere scritto nero su bianco tutto quello che avete imparato, i risultati dei vostri sforzi e del vostro impegno, vi aiuterà ad avere maggiore fiducia in voi stessi e vi farà sentire più sicuri delle vostre capacità.

Con FedericaX, la prima università italiana sulla piattaforma edX, potete scegliere i corsi online in italiano che preferite e certificare le vostre competenze. Iscrivetevi subito!

5 Trend per innovare la didattica

26 marzo 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Una società sempre più complessa necessita di metodi d’insegnamento all’avanguardia. Innovare la didattica non è certo semplice, ma è un percorso che molti insegnanti e istituzioni hanno accettato di intraprendere. I trend e i metodi d’insegnamento applicati in diverse parti del mondo possono aiutarci a comprendere in che direzione stanno andando scuola e università. Su Teachthought.com potrete trovare una lista di 50 diversi approcci all’insegnamento, ne abbiamo selezionati 5 per comprendere meglio i trend della didattica:

1. Lesson study
Trend che viene dal Giappone, il “lesson study” prevede il cambiamento costante da parte degli insegnanti dello stile del proprio insegnamento in base alle prestazioni e alle reazioni degli studenti. Il jugyokenkyu è quindi un complesso e ciclico processo di sviluppo professionale, che può necessitare anche di due anni di lavoro per essere completato nell’ambito di un determinato obiettivo. Una vera e propria sfida per i docenti!

2. Fallimento costruttivo
Un’altra forma di insegnamento giapponese consiste nel “fallimento costruttivo”. Con questo metodo, gli studenti imparano da subito ad accettare i fallimenti senza imbarazzo: gli insegnanti li incoraggiano ad imparare dai propri sbagli e a trasformarli in punti di forza. Nella cultura occidentale, ad esempio, di solito sono gli studenti “migliori” a essere chiamati alla lavagna per svolgere esercizi di fronte a tutta la classe, ma se ci pensate bene, non sono loro ad avere più bisogno di feedback e supporto da parte di compagni e insegnanti. L’approccio giapponese, invece, prevede che siano gli studenti più in difficoltà a esporsi, in modo da evidenziare eventuali criticità e affrontarle tutti insieme.

3. Problem solving
Sta prendendo piede in Australia il metodo che prevede l’apprendimento tramite un processo di risoluzione, da parte degli alunni, di un problema. Agli studenti viene sottoposto un problema concreto, proveniente “dal mondo reale”, e sono chiamati a lavorare insieme per risolverlo. In particolare, il metodo è stato utilizzato con ottimi risultati nell’insegnamento delle discipline infermieristiche.

4. MOOCs & eLearning
Grazie all’eLearning e ai Massive Open Online Courses l’istruzione non riguarda più soltanto il mondo della scuola e dell’università, ma si inserisce in un contesto più ampio di formazione permanente che coinvolge anche il mercato del lavoro. I corsi online rappresentano una risorsa fondamentale per chi vuole approfondire gli argomenti di studio e arricchire il proprio CV con nuove skills. Se siete interessati a “rinnovare” il vostro bagaglio culturale e professionale, scoprite i MOOC di Federica.EU, l’università pubblica online.

5. Talking Education
Per coinvolgere maggiormente gli studenti una buona strategia è anche quella di arricchire le proprie lezioni con dei contributi video: le Ted Talk, ad esempio, oppure i film e i documentari che parlano dell’argomento in esame, sono strumenti che aiutano gli studenti a mantenere alta l’attenzione e a ricordare meglio.