Nell’era della mobilità virtuale ora serve una didattica «ibrida»

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Il futuro si può ignorare, provare a rallentare, intralciare. Ma sappiamo che non si può fermare. Se ci si muove con intelligenza, e per tempo, lo si può imparare a migliorare. La partita tra conservatori e progressisti sta in queste lapalissiane verità. È una partita che, almeno in Occidente, si gioca da mezzo millennio. In tutti i settori e funzioni della nostra vita associata. Oggi tocca anche all’Università. 

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Postato il

19 Giugno 2020