Corsi online

I corsi di Federica.EU e Università di Pavia per la farmacoterapia

8 ottobre 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Tra i nuovi corsi disponibili su Federica.EU questo mese troverete quelli realizzati in collaborazione con l’Università di Pavia. Si inizia con tre MOOC dedicati alla farmacoterapia e alla cura delle malattie, con un accento orientato alla psicologia.

Questo percorso didattico consentirà di comprendere l’impiego dei farmaci per curare diverse patologie e la loro composizione chimica, ma soprattutto affronta l’aspetto umano, ossia la risposta del paziente dopo il loro utilizzo, i cambiamenti della qualità di vita e i determinanti psicosociali.

Scopriamo nel dettaglio i corsi:

  1. “I farmaci e la cura delle malattie”, a cura del Prof. Stefano Govoni
    Impara ad orientarti nel mondo dei farmaci e del loro impiego clinico sia a livello applicativo sia a livello di ricerca e sviluppo. Interessante sarà anche conoscere l’impatto dei farmaci su malattie neuropsichiatriche.
  2. “Farmacoterapia del dolore e delle malattie neuropsichiatriche”, a cura del Prof. Stefano Govoni
    Questo corso si sofferma sulla comprensione dei meccanismi d’azione dei principali farmaci utilizzati contro il dolore in psichiatria e in neurologia.
  3. “Forme innovative di radioterapie antitumorali”, a cura del Prof. Saverio Altieri
    A differenza dei corsi precedenti, questo ha come tema principale l’utilizzo delle radioterapie.
    Si parte, quindi, dall’analisi della radioterapia convenzionale per poi arrivare allo studio di esperimenti in visto e forme innovative con selettività a livello cellulare di radioterapia, ossia la Boron Neutron Capture Therapy (BNCT).

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Federica.EU all’lnternational Conference on Assistive Technology and Disabitities 2019 (ATAD)

1 ottobre 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Nei giorni scorsi una delegazione del team di Federica ha partecipato alla seconda edizione dell’lnternational Conference on Assistive Technology and Disabitities (ATAD) tenutasi a Roma all’Università Pontificia Salesiana. Si tratta del principale evento a livello internazionale dedicato allo sviluppo e alla valutazione di nuovi programmi basati sulle tecnologie assistive per le persone con disabilità intellettive e multiple. Un’occasione per esplorare i futuri scenari e sviluppi in materia di accessibilità e fruibilità.

L’evento, organizzato dalla Lega del Filo d’Oro, associazione punto di riferimento in Italia nell’applicazione delle tecnologie assistive per le terapie riabilitative delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, e dalla casa editrice Springer, in collaborazione con l’Istituto di Psicologia dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, sotto la direzione scientifica del Professor Giulio Lancioni, professore ordinario di Psicologia Generale del Dipartimento di Scienze Mediche di Base, neuroscienze e organi di senso dell’Università di Bari.

Ma cosa sono le tecnologie assistive? Potremmo definirle come l’insieme di tutte quelle innovazioni tecnologiche, dalle applicazioni degli smartphone fino ad arrivare alla robotica, che possono essere adattate per specifiche necessità. In questo modo esse divengono di fondamentale importanza per le persone con disabilità, permettendo loro di uscire dall’isolamento e di avere una migliore qualità di vita, divenendo altresì uno strumento indispensabile per favorire l’indipendenza.

Tra gli speaker anche il professor Orazio Miglino, docente di psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, che da tempo supporta la Lega del Filo d’Oro con ricerche in materia di tecnologie assistive ed autore del corso di Psicologia dell’apprendimento, per la nostra piattaforma Federica.EU.

Questa seconda edizione della ATAD Conference ha rappresentato un’importante occasione per tutti gli attori coinvolti, dai giovani ricercatori e studiosi italiani ed internazionali che hanno vissuto momenti di confronto  sulle ricerche in corso e sugli scenari futuri, ai i caregiver delle persone con disabilità plurime, cognitive, sensoriali e motorie e alle famiglie, a cui è stato rivolto anche un Open day per rispondere a domande ed esigenze specifiche.

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5 aspetti che non devono mancare ad un buon leader

24 settembre 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Jim Rhon, speaker motivazionale e imprenditore statunitense, racchiuse in una sola frase come essere un buon leader:

“La sfida della leadership è di essere forte, ma non brutale; gentile, ma non debole; temeraria ma non prepotente; riflessiva, ma non pigra; umile, ma non timida; fiera, ma non arrogante; dotata di umorismo; ma senza follia”

Il mondo del lavoro è in continuo cambiamento, così come le skill richieste in ambito preofessionale. Una delle capacità maggiormente richiesta è proprio quella della Leadership, ovvero il saper motivare al meglio il proprio team. Per riuscire in questo intento, però, non basta solo gestire e creare un giusto clima all’interno del gruppo di lavoro, a questo proposito ti consigliamo la lettura dell’articolo “Saper motivare: una capacità importante per un buon leader”,  ma serve un grande lavoro su sé stessi, porsi nel modo corretto verso il proprio team, non essere “capo”, non sentirsi un leader, ma esserlo.

Molto spesso si pensa che basta mostrarsi agli altri come una persona forte, che non commette errori, che non ha più nulla da imparare in quanto capo. Questo comportamento però, non porta ad una collaborazione positiva con il proprio team, ma va a stabilire un distacco non produttivo.

Vediamo quindi quali sono gli aspetti personali su cui una persona deve lavorare per diventare un buon leader.

  1. Guarda al futuro: Esser capace di guardare al futuro, avendo una visione chiara e complessiva;
  2. Sii positivo: esser positivo e propositivo, senza smetter mai di imparare;
  3. Gioca: Esser capace di non prendersi troppo sul serio, riuscendo ad alternare momenti di serietà e momenti di divertimento, entrando così a far parte della squadra;
  4. Passione: bisogna avere passione per ciò che si fa avendo fiducia nelle proprie capacità e in quelle altrui;
  5. Fonte di di ispirazione: esser un esempio da seguire per il proprio team, guadagnando e mostrando rispetto ed empatia, utilizzando il “Noi” invece che l’“Io” e non avendo paura di dire la verità, specialmente se riguarda aspetti negativi del lavoro.

Mettere in pratica questi cinque punti aiuterà a creare un buon clima di lavoro, capace di raggiungere gli obiettivi prefissati nel miglior modo possibile.

E tu che ne pensi?

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Saper motivare: una capacità importante per un buon leader

17 settembre 2019

Redazione Federica.euRedazione Federica.eu, Notizie dallo staff

Lavorare in un team non è sempre facile, se poi siamo al comando di questo ancor meno. Per riuscire a raggiungere degli obiettivi, che siano essi aziendali o anche sportivi c’è bisogno di gestire al meglio la squadra e motivarla nel migliore dei modi.

Quello della motivazione, però, è un aspetto che molto spesso viene frainteso in quanto si pensa che sia sinonimo di convincere e persuadere una o più persone a fare qualcosa. La motivazione, invece, è qualcosa di insito in ognuno di noi, che ha solo bisogno di emergere.

Secondo il ricercatore Daniel Pink, “Tendiamo a pensare che la persuasione o la motivazione sia qualcosa che una persona fa a un’altra.” In realtà, Pink aggiunge che, “Ciò che la scienza sociale ci dice molto chiaramente è che è davvero qualcosa che la gente fa per se stessa”

Tempo fa vi abbiamo già fornito 5 consigli di 5 persone di successo su come diventare leader, oggi vi parleremo di come motivare al meglio il vostro team.

Ecco i nostri consigli:

  1. Poni le domande giuste: riuscire a comunicare al meglio permette a un buon leader di raggiungere ottimi risultati sotto diversi aspetti aziendali. Imporre un’azione o riprendere sul perché questa non è stata fatto non porterà grandi risultati. Aiuta i componenti del tuo team a capire perché è importante compiere quella determinata azione. Per approfondire queste tematiche ti consigliamo il corso di Negoziazione e comunicazione efficace.
  2. Fornisci dei feedback: comunica il tuo pensiero sul lavoro svolto, così da non ignorare il loro operato;
  3. Poni i giusti obiettivi: far sentire il team parte integrante di un’azienda aiuterà loro a lavorare al meglio. Condividi con loro la mission aziendale e gli obiettivi del momento, ma non solo. Punta alla crescita personale e del team tramite obiettivi personali, autonomia, consapevolezza di sé e del proprio lavoro;
  4. Parola chiave empowerment: la partecipazione dei dipendenti può portare un duplice beneficio, avere idee fresche che provengono da un nuovo punto di vista e avere collaboratori più propensi a inventare, realizzare e dare il massimo in quanto si sentiranno parte importante dell’azienda;
  5. Gestisci il tempo al meglio: un buon leader è capace di insegnare al proprio team a gestire il tempo e eliminare così la sensazione di non averne mai abbastanza. Sapere di non essere in ritardo aiuterà il tuo team ad essere più motivato nell’affrontare al meglio i diversi compiti ed eventuali problemi. Per fare questo è importante sviluppare doti di project manager.

Mettere in pratica questi 5 punti aiuterà a rafforzare la figura del leader ma, soprattutto, a raggiungere un clima di lavoro sereno, efficiente ed efficace nel raggiungimento della mission aziendale.
Siete d’accordo?