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Forza di volontà e impegno sono due elementi importanti per sviluppare competenze e capacità utili sia a soddisfare la propria sfera personale ma soprattutto quella lavorativa. Lo sviluppo delle proprie skills permette inoltre di risalire la scala sociale, diritto affermato nelle leggi sulle pari opportunità.

Tuttavia, stando ai dati dell’Istat, il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa per livelli di fluidità sociale, a causa di una mancata diversità nelle scuole e delle scarse opportunità di lavoro. Questi processi di mobilità sociale, che prevedono lo spostamento degli individui tra classi sociali diverse da quella d’origine, sono oggetto di studio. Si tratta di processi influenzati da numerosi meccanismi – etnia, famiglia, lavoro, matrimonio – che rendono assai complessa l’osservazione del fenomeno e la sua attuabilità.

Ereditare una classe sociale

La questione dei tassi di mobilità in relazione ai giovani di oggi è complessa e variegata. Negli anni Novanta, una lunga fase di stagnazione del sistema economico italiano ha dimezzato le classi medie e superiori, ma nel nostro Paese le disuguaglianze sono ancora presenti a causa dell’ereditarietà sociale. Studi dimostrano che  figli e nipoti di imprenditori, liberi professionisti e dirigenti hanno alte probabilità di occupare lo stesso posto di rilievo dei genitori e bassissime probabilità di “cadere” verso le classi operaie. Viceversa, chi nasce tra le classi inferiori difficilmente riesce a raggiungere i vertici della scala sociale, dati anche i costi e l’accessibilità di un certo grado di istruzione.

Oggi però il mondo della formazione sta cambiando e sono sempre più le università e le piattaforme che permettono, in modo gratuito, di poter ampliare le proprie conoscenze in ottica di Lifelong Learning (o apprendimento continuo). 

Studiare la mobilità sociale con Federica

Su federica.eu è possibile approfondire il tema della  mobilità sociale e comprendere come sia in grado di contribuire al dibattito sul rapporto tra efficienza e disuguaglianza economica nelle società avanzate, grazie al corso di Antonio Schizzerotto, professore emerito di Sociologia dell’Università di Trento.

Lo studio della mobilità sociale può rivelarsi utile per cogliere aspetti importanti della natura e delle modalità di funzionamento delle società a economia di mercato e a regime politico democratico; il corso fornirà le indicazioni necessarie per costruire tavole di mobilità e stimare la consistenza dei tassi di mobilità assoluta e il grado di apertura sociale di una società. 

In particolare, si vedrà come la mobilità sociale fornisca indicazioni sulla consistenza delle disuguaglianze di destino presenti tra i membri delle società in questione, condizionatamente alle loro origini sociali. Si mostrerà che, in virtù di ciò, le analisi di mobilità consentono di misurare il grado di ereditarietà sociale presente in una società e, dunque, di stabilire fino a che punto essa rispetti il principio delle pari opportunità. 

Studia con federica.eu, scopri insieme a noi i meccanismi delle scienze sociali!