“Con Smart Export (www.smartexportacademy.it) si inaugura oggi un prezioso canale di dialogo fra il mondo accademico e quello imprenditoriale, per il rafforzamento delle competenze strategiche, manageriali e digitali delle aziende italiane”.

Così oggi il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, MAECI, Luigi Di Maio, ha dato il via a Smart Export, l’accademia digitale per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, realizzata in collaborazione con l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ICE, e Conferenza dei Rettori delle Università italiane, CRUI, che offre alle imprese e ai professionisti italiani l’opportunità di partecipare, a titolo gratuito, a corsi di alta formazione per l’internazionalizzazione. 

L’iniziativa si rivolge alle oltre 20.000 PMI, pilastro dell’economia italiana, e nasce nel quadro del Patto per l’Export per rispondere all’esigenza di implementare la formazione e il know how per accrescere il ruolo e la presenza delle aziende italiane e del Made in Italy nei mercati esteri.

All’evento inaugurale online sono intervenuti il Ministro dell’Università e della Ricerca, Cristina Messa, il Presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Ferro, il Presidente della CRUI, Ferruccio Resta e i rappresentanti delle cinque Università e Business School coinvolte  nell’iniziativa: Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, Giuseppe Soda, Dean SDA Bocconi School of Management, Francesco Ubertini, Rettore dell’Università di Bologna e Presidente Bologna Business School, Mauro Calise, Direttore Federica Web Learning – Università di Napoli Federico II, Vittorio Chiesa, Presidente MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business.
L’apertura dei lavori ha previsto i contributi di Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese e Stefano Nicoletti, Vice Direttore Centrale per l’Internazionalizzazione.

Cosa è Smart Export: un’opportunità per micro, piccole e medie imprese

Coordinato e promosso dalla Farnesina in collaborazione con Agenzia ICE e Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), Smart Export si articola in sei percorsi di alta formazione per l’internazionalizzazione e il digitale, realizzati da Agenzia ICE e da cinque prestigiose Università e Business School italiane: Bologna Business School, Federica Web Learning – Università Federico II di Napoli, Luiss Business School, MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business e SDA Bocconi School of Management. Tutti i percorsi sono distribuiti da federica.eu, la piattaforma dedicata alla formazione online del Centro Federica Web Learning dell’Università di Napoli Federico II.

“Smart Export rappresenta un modello di sinergia concreto tra Università e aziende che fa da volano per il valore della conoscenza e della produttività italiana all’estero – ha detto nel corso della conferenza online il Ministro dell’Università e della Ricerca Cristina Messa. Con Smart Export garantiamo una formazione qualificata col circuito delle nostre università cucita sulle esigenze delle aziende e del mercato, studiato da un progetto personalizzato e innovativo”.

Il valore della formazione dedicata all’export 

Il Patto per l’Export ha già evidenziato, nel giugno scorso, alcuni punti deboli sull’internazionalizzazione strettamente legati alla carenza di conoscenze, abilità e informazioni:

  • L’insufficiente conoscenza degli incentivi all’internazionalizzazione già esistenti (solo lo 0,5% delle PMI italiane esportatrice, circa 800 su oltre 140.000 si è avvalsa nel 2019 dei finanziamenti agevolati SIMEST)”; 
  • “La necessità per le nostre PMI di un’urgente digitalizzazione delle proprie attività commerciali per superare le attuali difficoltà di accesso alle piattaforme internazionali di e-commerce”. 

Come ribadito nel corso della conferenza dal presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Ferro,  è fondamentale recuperare il ritardo nella digitalizzazione dei processi di export, accelerati di recente, dal cambiamento delle modalità di consumo causati dalla pandemia. “Sostenibilità, digitale e innovazione – ha detto Ferro –  caratterizzeranno la ripresa post covid e implicano un ripensamento delle strategie di prodotto, promozione e di distribuzione”.

Per capire l’importanza di acquisire le competenze per operare e affrontare le sfide del mercato internazionale basta guardare i numeri: l’Italia ha generato più di 480 miliardi grazie alle vendite all’estero, solo nel 2019, dalle oltre 127 mila imprese coinvolte. Un trend di crescita positivo negli ultimi anni che ha invertito la sua curva a causa dell’emergenza sanitaria. Ma piccoli segnali di ripresa ci sono già stati dall’autunno scorso come ha evidenziato il Ministro Di Maio, “segno della robusta tenuta del Made in Italy e della capacità di resilienza delle imprese italiane“.

Come far parte di Smart Export: iscrizione e frequenza (libera) dei corsi

Imprese, professionisti e consulenti dei processi di export delle PMI possono partecipare gratuitamente a tutti i percorsi:

  • Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post Covid – Luiss Business School
  • Strutturarsi per la continuità, la crescita e l’internazionalizzazione – SDA Bocconi School of Management 
  • Pratiche e tecniche di internazionalizzazione – Agenzia ICE 
  • Gestione dell’innovazione e processi aziendali – Bologna Business School
  • Trasformazione digitale e gestione del cambiamento 1° modulo Federica Web Learning  
  • Trasformazione digitale e gestione del cambiamento 2° modulo – MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business.  

Per iscriversi ai percorsi basta registrarsi attraverso l’apposito modulo sul sito, scegliendo quello più adatto alle proprie esigenze o lasciandosi guidare dal test di orientamento.  Tutti corsi sono disponibili online sette giorni su sette e a tutte le ore, per 12 mesi, sulla piattaforma federica.eu, accedendo dal sito Smart Export