Se c’è una cosa su cui tutti possono essere d’accordo dopo il lockdown della scorsa primavera, è che l’apprendimento a distanza costituisce per tutti  una sfida.

Molte scuole probabilmente riprenderanno l’istruzione a distanza questo autunno e per questo motivo è necessario prestare attenzione ad alcuni errori che si potrebbero commettere nuovamente.

  • Errore 1: gestione sbagliata dei tempi

Le prima domande da porsi se ci si avvicina alla didattica a distanza sono: cosa sto cercando di ottenere? E la domanda successiva dovrebbe essere: quali strumenti tecnologici mi aiuteranno a raggiungere i miei obiettivi? L’apprendimento a distanza non consiste semplicemente nel tenere occupati gli studenti o riempire le loro menti con contenuti accademici. L’obiettivo primario dovrebbe sempre essere quello di incoraggiare la produttività, il pensiero critico e la risoluzione dei problemi (come nel caso dell’apprendimento di persona. Ma capita a volte che, l’apprendimento a distanza possa adottare un approccio “app-centric”, in cui gli studenti trascorrono più tempo guardando video didattici e rispondendo a domande a scelta multipla che parlando con i loro colleghi e insegnanti. Finiscono per consumare contenuti, invece di sfruttare la tecnologia per costruire e preservare un senso di comunità e connessione di cui siamo tutti attualmente privati.

Grazie agli strumenti di conferenza virtuale come Zoom o Google Meet, gli studenti hanno la possibilità di collaborare ed interagire grazie al processo di socializzazione di cui si ha sempre e comunque bisogno.

  • Errore 2: poco tempo per il dialogo

L’apprendimento è un processo sociale e, di conseguenza, dobbiamo offrire ampie opportunità agli studenti di collaborare con i loro coetanei e parlare con i loro insegnanti di ciò che stanno imparando.

Nel modello frontale l’insegnante sviluppa una strategia o introduce un compito basato su un problema o sull’indagine. Dopo la lezione, gli studenti lavorano in piccoli gruppi o individualmente con l’insegnante per svolgere in modo indipendente il compito assegnato. Al termine, gli insegnanti forniscono feedback personalizzati a supporto degli studenti. Segue poi un confronto con l’intera classe su cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato e cosa hanno imparato gli studenti.

Uno degli aspetti positivi del modello frontale risiede nell’opportunità di dialogo offerta agli studenti 

Tutto questo può avvenire anche durante l’apprendimento a distanza, identificando chiaramente le aspettative, suddividendo ad esempio la classe in piccoli gruppi anche se virtualmente. Ciò preserva un senso di comunità e un senso di scopo.

  • Errore 3: confondere il completamento del lavoro con l’apprendimento

È ormai accertato che le esperienze di apprendimento più significative provengano da conversazioni tra pari e riflessioni interne. Sebbene questi momenti non implichino che lo studente necessariamente produca “lavoro”, questi momenti sono indicativi di un apprendimento fruttuoso.

Durante questa pandemia, si è commesso l’errore di equiparare il completamento di un lavoro con l’apprendimento. Spesso è stato adottato l’approccio “più è meglio” ai compiti, perché si temeva che gli studenti non producessero costantemente qualcosa. 

Tuttavia una volta completato il compito, senza confronto, senza condivisione il “lavoro” degli studenti  poteva considerarsi concluso. Per altri, invece, il lavoro troppo impegnativo ha richiesto l’aiuto dei genitori. Ciò ha posto delle sfide per le famiglie lavoratrici che non avevano la certezza di poter supportare l’apprendimento in modo appropriato per i loro figli.

La didattica a distanza ha tantissimi aspetti positivi e – questo periodo – dovrebbe essere colto come un’opportunità per innovare. È necessario impegnarsi nell’apprendimento a distanza per il prossimo futuro, magari evitando gli errori del passato. 

Che sia l’occasione di trasformare una sfida emergenziale in un’opportunità?