La migrazione dei popoli è un fenomeno che da sempre caratterizza l’essere umano in ogni epoca storica ed è oggi di grande attualità. L’International Organization for Migration stima siano circa un miliardo, nel mondo, le persone che vivono in un paese diverso da quello in cui sono nate.

L’Italia e i  fenomeni migratori

Sono circa cinquanta gli anni di storia, di svolte politiche ed economiche che hanno segnato il tema delle migrazioni in Italia e i motivi sono diversi: la ricostruzione postbellica, il miracolo economico, l’integrazione europea, la crisi degli anni 70, il crollo del muro di Berlino, la crisi economica del 2008-2009. Per citarne alcuni.

Negli ultimi anni il nostro Paese è stato sempre più al centro del dibattito geopolitico per la sua peculiare posizione geografica e per le ragioni storiche che l’hanno trasformata da paese di emigrazione in paese di immigrazione e fondamentale crocevia per i popoli in arrivo dal Mar Mediterraneo.

Secondo i dati riportati da Amnesty International, sono 15.000 le persone decedute tra il 2014 e il 2019 nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo. E il bilancio diventa sempre più  drammatico: nel 2018 moriva in mare una persona ogni 29 partite, nel 2019 cinque su ogni sei persone partite sono riuscite a raggiungere incolumi la costa.

La drammaticità dei dati e la difficoltà di gestione del fenomeno a livello sociale, economico e culturale, impone una riflessione continua sul tema.

In questo contesto, sono sempre più richieste figure professionali in grado di operare in modo propositivo nell’ambito della PA, degli enti locali e delle organizzazioni del terzo settore, siano esse internazionali, nazionali o locali.

È indispensabile la progettazione, la realizzazione e la verifica di interventi volti a favorire l’integrazione degli immigrati, utilizzando gli strumenti più idonei messi a disposizione dall’avanzamento delle conoscenze sui fenomeni migratori e dalle competenze acquisite sulle questioni di maggiore rilevanza e che hanno un più elevato impatto sociale.

Da dove partire e quali sono gli obiettivi per chi opera nel settore?

La lista è lunga.
Si pensi  agli interventi di prima accoglienza e ai percorsi di inserimento di migranti forzati e minori non accompagnati, alla formazione e all’inserimento lavorativo delle diverse categorie di migranti, all’accesso ai servizi socio-sanitari, al ricongiungimento familiare, alla garanzia delle pari opportunità, all’interazione sociale, e all’acquisizione della cittadinanza italiana.

Su federica.eu è ora disponibile il programma “Migrazioni e accoglienza”. Tre corsi, realizzati in collaborazione con l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) e la Cooperativa sociale Dedalus, guideranno gli utenti alla scoperta della storia, della demografia e del diritto delle migrazioni.

Conoscere e studiare i fenomeni migratori internazionali e i processi di accoglienza e inclusione è ormai una prerogativa fondamentale per professionisti e cittadini consapevoli a cui questo percorso di alta formazione si rivolge, con particolare riferimento agli assistenti sociali, ai mediatori sociali e linguistici, agli insegnanti e dirigenti scolastici, gli avvocati, ai magistrati, ai funzionari e ai dirigenti della PA.

Segui i corsi online, svolgi le esercitazioni e crea community di scambio e confronto.

Potrai imparare a:

  • utilizzare le informazioni statistiche per l’analisi delle migrazioni internazionali 
  • realizzare un’analisi critica delle fonti e dei metodi di rilevazione dei flussi e degli stock di popolazione 
  • ricercare e selezionare i modelli di analisi storica, economica e politica 
  • definire la condizione giuridica dello straniero 
  • prendere coscienza dell’incidenza delle decisioni UE.

Inoltre, se sei iscritto al Master di II livello “Gestione delle Migrazioni e dei Processi di Accoglienza e Inclusione”, realizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli, il  completamento del programma online Migrazioni e Accoglienzasu federica.eu consente il riconoscimento di 9 dei 60 CFU per gli iscritti al Master.

Che aspetti?

Conosci, comprendi e fai la tua parte per trasformare le barriere in ponti e le sfide in opportunità.