La disuguaglianza sociale è un tema piuttosto caldo in questo particolare momento storico. L’emergenza sanitaria e il conseguente ricorso alle tecnologie hanno posto l’attenzione sul divario digitale che separa non soltanto i singoli individui ma intere nazioni. Nei Paesi più avanzati, infatti, circa l’87% della popolazione possiede l’accesso a Internet, mentre nelle economie meno sviluppate soltanto il 19% ha questa possibilità.

Il tema della povertà e della disuguaglianza non è certamente nuovo ed è ampiamente rappresentato nella letteratura e nel cinema. 

I volti della disuguaglianza

Pensiamo al cinema neorealista di Rossellini o di De Sica. Nei primi del Novecento questi registi misero in luce le condizioni di estrema miseria dell’Italia post bellica, ritraendo figure degradate come quella dello scugnizzo costretto a rubare o del funzionario pubblico fallito che chiede l’elemosina per sopravvivere.

Negli anni Novanta il focus della narrazione si è spostato sulla piccola borghesia impiegatizia in declino e sui liberi professionisti, le figure più colpite dalla crisi industriale di quegli anni. E accanto a loro, i giovani precari, che al cinema hanno dato voce al problema della disoccupazione giovanile che l’Europa – e l’Italia in particolare – tuttora deve fronteggiare.

La spettacolarizzazione della povertà

Oggi la rappresentazione della disuguaglianza sociale passa anche dai media. Stampa e televisione forniscono quotidianamente informazioni e approfondimenti sulla questione, plasmando l’opinione pubblica in modi che gli studiosi di scienze sociali continuano ad analizzare per coglierne i meccanismi e l’impatto che hanno sul largo pubblico. Gli stereotipi perpetrati dai media attraverso reality show o servizi televisivi tendono, infatti, ad amplificare i sentimenti ostili esistenti, anche in forma latente, nella società, portando alla stigmatizzazione della povertà e dei suoi esponenti.

Rispetto alla rappresentazione delle diverse realtà che il cinema e la letteratura potevano e possono sottolineare, i mezzi moderni come i social, sono caratterizzati da uno scorrere continuo di notizie, pensieri e realtà, che contribuiscono a creare un’informazione non sempre esatta.
Conoscere i meccanismi e gli strumenti per comprendere le disuguaglianze socio-economiche, il divario tra classi, nazionalità ed etnie, e capire come ridurre il gap, risulta quindi importante.

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